Dio è naturalmente presente. Dio è in ogni luogo. Noi dimentichiamo troppo questa verità così semplice. Essa potrebbe intanto,se noi ci pensassimo di più, dare un nuovo orientamento alla nostra vita.
Noi tormentiamo, qualche volta, l’immaginazione per rappresentarci un Dio lontano, e la nostra
preghiera ne soffre. Dio è Spirito, Spirito che non è limitato in un luogo, ma che penetra ogni cosa.
Così i veri adoratori adorano Iddio “in spirito e verità”. Ricordiamoci delle parole dell’Apostolo:
«In Lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28).
All’inizio della nostra vita spirituale, cominceremo ad aprire gli occhi a questa grande verità. Il risultato sarà meraviglioso, se noi potremo arrivare a far vivere in noi questo pensiero della presenza immediata e universale di Dio. La ragione, prima di ogni rivelazione soprannaturale, ci dice che Dio ci conosce, ci vede perfettamente e senza posa, perché Egli conosce e vede ogni cosa. «Dove andare lontano dal tuo
spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti»
(Sal 138, 7-8). Dio non ci segue appena con un semplice sguardo, ma Egli comanda e dirige tutto quel che facciamo. E’ Lui che ci dà il volere e l’operare (cf. Fil 2,13). Se Egli non fosse presente in me, io
non sarei neppure capace di muovere il dito mignolo. Non c’è nulla, proprio nulla, che non sia sottoposto alla sua azione: neppure il peccato. Nell’atto del peccato, Dio è là, Dio dà il potere di
agire e l’esercizio dell’atto. La depravazione della nostra volontà è l’unica cosa che non viene da
Dio. Siccome Egli è la causa prima e totale, noi non possiamo fare il più piccolo atto senza di Lui.
Se fosse altrimenti, Dio non sarebbe più Dio. «Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità
del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra» (Sal 138,9-10). Ma c’è ancora di più. Non basta che Dio governi la creatura e che Egli ne diriga l’attività. Essendo il principio unico e sovrano della totalità degli esseri, bisogna che Egli li sostenga nell’esistenza, che Egli continui ad ogni istante a dar loro tutto ciò che essi sono. Se l’azione divina cessasse per un solo secondo, l’universo e noi stessi ci dilegueremmo come un sogno. Quando si è capita la necessità dell’atto divino che conserva tutte le cose dopo averle create, si riconosce al più piccolo oggetto una grandezza singolare, perché è l’Onnipotente, e Lui solo, che, presente in questo essere infimo, lo mantiene fuori dal nulla.
L’ombra sembra la più tenue delle realtà: la nostra ombra non è nulla paragonata a noi. Ma paragonati a Dio, presente in noi, noi abbiamo una realtà ancor minore. Vicino alla realtà divina, noi non siamo neppure delle ombre.
La presenza soprannaturale di Dio nelle anime
Dio è, dunque, presente anche in una pietra e la fa essere, con la sua azione immediata, quel che
essa è: una pietra. Ma Dio, nella sua bontà infinita, ha voluto creare degli esseri “a sua immagine e somiglianza”, che, innalzati dalla grazia, Gli sono ben più vicini che non queste cose inferiori alle quali Egli non comunica che l’essere naturale. Dio è puro spirito. Egli ha, perciò, intelligenza e volontà, per poter, non solo essere presente in essi come in tutte le cose, ma - elevandoli all’ordine soprannaturale per mezzo della grazia - comunicarsi ad essi così com’Egli è. Dio è presente nelle cose materiali, e dà loro l’essere naturale; ma nelle creature ragionevoli, Egli ha voluto, per generosità totale gratuita, essere presente in modo tale che non solo ha comunicato loro l’essere naturale, ma il suo proprio essere, divinizzandole. Dio non era obbligato a darsi in questa maniera. Ma Egli è la Bontà personificata ed il bene cerca di espandersi (“Bonum est diffusivum sui”). Egli è come il fuoco che non si può trattenere, che si deve comunicare a tutto ciò che è combustibile: «Il Signore tuo Dio è fuoco divoratore» (Dt 4,24). Questo fuoco, Nostro Signore è venuto a portarlo sulla terra: «E il Verbo si è fatto carne». E noisappiamo perché! «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!»
(Lc 12,49); Egli ha sofferto per ottenerci la grazia, per renderci capaci di essere incendiati da questo
fuoco divino. Noi siamo preparati a ricevere questo fuoco quando abbiamo allontanato ogni ostacolo all’azione divina. Il più grande ostacolo è il peccato: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23).
Nostro Signore non ci ha solo messo in comunicazione con la vita del Padre, ma ha voluto rimanere
in mezzo a noi nella SS.ma Eucarestia, per aumentare per mezzo della Santa Comunione questa
stessa vita: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6). Gesù è la via e l’unica via;
voler raggiungere la vita divina senza di Lui, sarebbe presunzione e illusione. Più ci saremo nutriti
dell’amore della sua santa Umanità, più avremo meditato i suoi esempi, più la vita divina aumenterà
in noi: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10)
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