L'ATTIRERO' A ME , LA CONDURRO' NEL DESERTO E PARLERO' AL SUO CUORE!!!
IMITARE GESù ATTRAVERSO MARIA
IMITARE GESù ATTRAVERSO MARIA
sabato 30 giugno 2012
apprezzati
Apprezza ciò che sei perché tu sei amore, quell'amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove. Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere, ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita. Accetta te stesso, amore del tuo amore, perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere. Sorridi all'amore che tu emani perché tu sei quell'amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi...
ECCO COME MI HA GUARITA E SALVATA GESU' CRISTO!
Dal Vangelo secondo Matteo 8,5-17
In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: «Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente». Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò». Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa». All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Và, e sia fatto secondo la tua fede». In quell'istante il servo guarì. Entrato Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi essa si alzò e si mise a servirlo. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie.
Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie.
RIFLESSIONE.
Con un'insistenza quasi irritante Gesù sottolinea la fede del centurione, comparandola espressamente a Israele.
Per la nostra sensibilià I pagani sono odiosi. Ma il signore non ha paura di confrontare gli ultimi venuti coi figli del regno. Quella opposizione Dentro-fuori, che spesso, usiamo nei confronti del regno, ne rimane profondamente relativizzata. Il vangelo di oggi svolge invece con ampiezza i dettagli, senza paura,nelle sue pagine, quel capitolo che potrebbe intitolarsi: La fede dei Pagani. Sono alcuni sprazzi di luce, indicativi del lavoro della grazia che non conosce confini. Molte volte è l ultimo arrivato che ci vede + chiaro, conservando fresca la capacità di meravigliarsi. Poichè siamo abituati al cristianesimo, abbiamo bisogno degli scossoni di chi mosso dalla grazia lo scopre da altre posizioni. La sua generosità è uno stimolo che suscita un paragone scomodo cn la nostra assuefazione. La fede è sempre novità. Con Dio non ci si può abituare. Se non ci troviamo bisognosi di salvezza davanti al Signore, c'è da temere che la nostra religiosità sia una formalità svuotata di fede.
CON QUESTO VORREI AGGIUNGERE QUESTE PAROLE.
Chi soffre ha bisogno di comunione; di comunione con un amico per non sentirsi sprofondare. Questo è il primo piano, ma Gesù ci insegna un’altra via: la capacità di soffrire per quelli che soffrono e di essere tanto amico da farsi carico del peso che grava sull’altro.
È la via dell’amore”
venerdì 29 giugno 2012
santi Pietro e Paolo ,Apostoli
Dal Vangelo secondo Matteo 16,13-19
In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli
San PIETRO
Pietro, scelto da Cristo a fondamento dell'edificio ecclesiale, clavigero del regno dei cieli (Mt 16,13-19), pastore del gregge santo (Gv 21,15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22,32), è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell'unità e della comunione nella fede e nella carità. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro.
San PAOLO
Paolo, cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di Damasco, strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli, è il più grande missionario di tutti tempi, l'avvocato dei pagani, l'apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro
Pietro, scelto da Cristo a fondamento dell'edificio ecclesiale, clavigero del regno dei cieli (Mt 16,13-19), pastore del gregge santo (Gv 21,15-17), confermatore dei fratelli (Lc 22,32), è nella sua persona e nei suoi successori il segno visibile dell'unità e della comunione nella fede e nella carità. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro.
San PAOLO
Paolo, cooptato nel collegio apostolico dal Cristo stesso sulla via di Damasco, strumento eletto per portare il suo nome davanti ai popoli, è il più grande missionario di tutti tempi, l'avvocato dei pagani, l'apostolo delle genti, colui che insieme a Pietro far risuonare il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo. Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro
giovedì 28 giugno 2012
parole stupende
Davanti a Te Signore Gesù,sono qui raccolta davanti a te.
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo,da noi crocifisso e dal Padre Risuscitato.
Tu, io vivente, realmente presente in mezzo a noi.
Tu, la vita, la verità e la vita:
Tu, che solo hai parole di vita eterna.
Tu, l'unico fondamento della nostra salvezza, e l'unico nome Da invocare per avere speranza.
Tu l'immagine del Padre e il donatore dello Spirito;
Tu, l'Amore: l'Amore non amato.
Signore Gesù, noi crediamo in Te,ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore, e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.
Signore Gesù rendici vigilanti nell'attesa della tua venuta.
(Giovanni Paolo II)
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo,da noi crocifisso e dal Padre Risuscitato.
Tu, io vivente, realmente presente in mezzo a noi.
Tu, la vita, la verità e la vita:
Tu, che solo hai parole di vita eterna.
Tu, l'unico fondamento della nostra salvezza, e l'unico nome Da invocare per avere speranza.
Tu l'immagine del Padre e il donatore dello Spirito;
Tu, l'Amore: l'Amore non amato.
Signore Gesù, noi crediamo in Te,ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore, e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.
Signore Gesù rendici vigilanti nell'attesa della tua venuta.
(Giovanni Paolo II)
Cristo è tutto per ME
Se desideri medicare le mie ferite, tu sei medico.
Se brucio di febbre, tu sei la sorgente ristoratrice.
Se sono oppresso dalla colpa, tu sei il perdono.
Se ho bisogno di aiuto, tu sei la forza.
Se temo la morte, tu sei la vita eterna.
Se desidero il cielo, tu sei la vita.
Se fuggo le tenebre, tu sei la luce.
Se cerco il cibo, tu sei il nutrimento.
(S. Ambrogio)
Se desideri medicare le mie ferite, tu sei medico.
Se brucio di febbre, tu sei la sorgente ristoratrice.
Se sono oppresso dalla colpa, tu sei il perdono.
Se ho bisogno di aiuto, tu sei la forza.
Se temo la morte, tu sei la vita eterna.
Se desidero il cielo, tu sei la vita.
Se fuggo le tenebre, tu sei la luce.
Se cerco il cibo, tu sei il nutrimento.
(S. Ambrogio)
nutri la tua anima con la lettura biblica dice sant'agostino
S. Agostino ha detto:"Nutri la tua anima con la lettura biblica: essa ti preparerà un banchetto spirituale".
"La preghiera muore, quando il desiderio si raffredda".
S. Tommaso d'Aquino ha detto:
"La preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l'animo di chi prega."
... fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete atenervelo vicino ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per contentarlo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve lo potrete togliere d'attorno.
L'avrete con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico? (Cammino di perfezione 26,1)
"La preghiera muore, quando il desiderio si raffredda".
S. Tommaso d'Aquino ha detto:
"La preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l'animo di chi prega."
... fate il possibile di stargli sempre accanto. Se vi abituerete atenervelo vicino ed Egli vedrà che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per contentarlo, non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve lo potrete togliere d'attorno.
L'avrete con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico? (Cammino di perfezione 26,1)
cristo colui che ama e non delude MAI
O Gesù che tanto mi ami, Dio qui realmente nascosto, ascoltami
La tua volontà sia pure la mia volontà!
Dammi di cercarla, di trovarla, di compierla.
Tu hai su di me i tuoi disegni, fammeli conoscere e dammi di eseguirli,fino alla definitiva salvezza dell'anima mia.
Rendimi amara ogni gioia che non sia tu,impossibile qualunque desiderio fuori di te deliziosa ogni fatica sopportata per te,insopportabile ogni riposo che non sia in te
Concedimi di parlare senza ipocrisia di temere senza disperazione di sperare senza presunzione di essere puro senza macchia di correggere senza collera di soffrire senza lamento
O Gesù, bontà suprema, io ti domando un cuore fedele e generoso, che non vacilli né si abbassi maieghiera
un cuore indomito, sempre pronto a lottare in ogni tempesta un cuore libero, un cuore retto che non si trovi mai nelle vie tortuose. (S. Tommaso d'Aquino)
La tua volontà sia pure la mia volontà!
Dammi di cercarla, di trovarla, di compierla.
Tu hai su di me i tuoi disegni, fammeli conoscere e dammi di eseguirli,fino alla definitiva salvezza dell'anima mia.
Rendimi amara ogni gioia che non sia tu,impossibile qualunque desiderio fuori di te deliziosa ogni fatica sopportata per te,insopportabile ogni riposo che non sia in te
Concedimi di parlare senza ipocrisia di temere senza disperazione di sperare senza presunzione di essere puro senza macchia di correggere senza collera di soffrire senza lamento
O Gesù, bontà suprema, io ti domando un cuore fedele e generoso, che non vacilli né si abbassi maieghiera
un cuore indomito, sempre pronto a lottare in ogni tempesta un cuore libero, un cuore retto che non si trovi mai nelle vie tortuose. (S. Tommaso d'Aquino)
TU CHE HAI SEMPRE SAPUTO TUTTO GESU' MIO AMORE!
Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
GRAZIE MIO AMATO GESU' PERCHè SAPEVI TUTTI DI ME ... E MI HAI AMATO PER PRIMO E MI AMI ANCORA PAZZAMENTE.... NON TI IMPORTA COME SONO FISICAMENTE, MA UMILMENTE!
E TI RENDO INFINITAMENTE GRAZIE AMORE MIO GESU' PERCHè HAI GUARDATO HAI L'UMILTA' DELLA TUA SERVA....
TU CHE MI HAI GUARITA SALVATA E CHIAMATA A TE.... A SEGUIRTI SULLE ORME DI SAN FRANCSCO NELLA POVERTA' PROFONDA......... GRAZIE! TI RENDO GRAZIEEEEEE.... MI SONO LASCIATA PORTARE DA TE..... TU MI HAI INDICATO LA VIA... DELL'AMORE .....DEL TUO AMORE .....DELLA FAMIGLIA RELIGIOSA DOVE ABITARE INSIEME A TE.......
NON FINIRO' MAI DI DIRTI GRAZIE MIO GESU'
GRAZIE MIO AMATO GESU' PERCHè SAPEVI TUTTI DI ME ... E MI HAI AMATO PER PRIMO E MI AMI ANCORA PAZZAMENTE.... NON TI IMPORTA COME SONO FISICAMENTE, MA UMILMENTE!
E TI RENDO INFINITAMENTE GRAZIE AMORE MIO GESU' PERCHè HAI GUARDATO HAI L'UMILTA' DELLA TUA SERVA....
TU CHE MI HAI GUARITA SALVATA E CHIAMATA A TE.... A SEGUIRTI SULLE ORME DI SAN FRANCSCO NELLA POVERTA' PROFONDA......... GRAZIE! TI RENDO GRAZIEEEEEE.... MI SONO LASCIATA PORTARE DA TE..... TU MI HAI INDICATO LA VIA... DELL'AMORE .....DEL TUO AMORE .....DELLA FAMIGLIA RELIGIOSA DOVE ABITARE INSIEME A TE.......
NON FINIRO' MAI DI DIRTI GRAZIE MIO GESU'
SOLO TU POTEVI INIDICARMI LA VIA DELL'AMORE
mercoledì 27 giugno 2012
ADORNA IL TEMPIO, MA NON TRASCURARE I POVERI
Dalle "Omelie sul vangelo di Matteo" di san Giovanni Crisostomo, vescovo (Om. 50,3-4; PG 58,508-509)
Vuoi onorare il corpo di Cristo?
Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. Colui che ha detto: "Questo è il mio corpo", confermando il fatto con la parola, ha detto anche: Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare (cfr. Mt 25,42), e: Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l'avete fatto neppure a me (cfr. Mt 25,45). Il corpo di Cristo che sta sull'altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura. Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Infatti l'onore più gradito che possiamo rendere a colui che vogliamo venerare è quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi. Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Questo non era onore, ma vera scortesia. Così anche tu rendigli quell'onore che egli ha comandato, fa' che i poveri beneficino delle tue ricchezze. Dio non ha bisogno di vasi d'oro, ma di anime d'oro.Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l'elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri.Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo invece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di ostentazione; qui invece è elemosina e amore. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d'oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l'affamato, e solo in seguito orna l'altare con quello che rimane. Gli offrirai un calice d'oro e non gli darai un bicchiere d'acqua? Che bisogno c'è di adornare con veli d'oro il suo altare, se poi non gli offri il vestito necessario? Che guadagno ne ricava egli?Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d'oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe o piuttosto non si infurierebbe contro di te? E se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri dell'edificio sacro. Attacchi catene d'argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere.Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto prima di quello. Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni. Perciò mentre adorni l'ambiente del culto, non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello
Vuoi onorare il corpo di Cristo?
Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. Colui che ha detto: "Questo è il mio corpo", confermando il fatto con la parola, ha detto anche: Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare (cfr. Mt 25,42), e: Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l'avete fatto neppure a me (cfr. Mt 25,45). Il corpo di Cristo che sta sull'altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura. Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Infatti l'onore più gradito che possiamo rendere a colui che vogliamo venerare è quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi. Anche Pietro credeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Questo non era onore, ma vera scortesia. Così anche tu rendigli quell'onore che egli ha comandato, fa' che i poveri beneficino delle tue ricchezze. Dio non ha bisogno di vasi d'oro, ma di anime d'oro.Con questo non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma vi scongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l'elemosina. Dio infatti accetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso dato ai poveri.Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondo invece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di ostentazione; qui invece è elemosina e amore. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d'oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l'affamato, e solo in seguito orna l'altare con quello che rimane. Gli offrirai un calice d'oro e non gli darai un bicchiere d'acqua? Che bisogno c'è di adornare con veli d'oro il suo altare, se poi non gli offri il vestito necessario? Che guadagno ne ricava egli?Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d'oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe o piuttosto non si infurierebbe contro di te? E se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri dell'edificio sacro. Attacchi catene d'argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere.Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offrire, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto prima di quello. Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni. Perciò mentre adorni l'ambiente del culto, non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questi è un tempio vivo più prezioso di quello
discorso familiare ad una fanciulla che prende l'abito di monaca. Sant'alfonso de liquori
dai loro frutti li ptrete riconoscere Matteo 7,15-20
Dal vangelo secondo Matteo 7,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete
RIFLESSIONE
Un ammonimento, prima di tutto per i sacerdoti e x coloro che hanno uno speciale mandato Predicare il messaggio di Salvezza. Un'ammonimento a verificare nella propria vita la verità di ciò k annunciamo; a verificare il proprio mdo di esporre la Parola d Dio, x vedere se i ragionamenti, troppo umani, non rischino di soffocare la limpidezza del messaggio di Cristo. Ma un ammonimento x tutti quelli k si dicono cristiani .
Il cristianesimo non è una dottrina che si deve pagare, quanto piuttosto una frma di vita.
Qualcosa che si può verificare: Dai loro frutti li potrete riconoscere.
I frutti sono le Opere del Regno e sono nell'ordine della giustizia e carità.
Capita di sentire una frase ingiuriosa perchè coinvolge indiscriminatamente tutti, ma di avvertimento x quelli k sentono la responsabilità di essere membri della Chiesa: Quelli che vanno in chiesa sono peggiori degli altri.
Potrebbe essere un test di confronto.
Prego oggi affinchè la nostra comunità produca sempre fruti di opere buone e distrugga il male.
Prego oggi affinchè la gerarchia sappia sempre discernere lo spirito buono che deve animare le iniziative dei cristiani
Prego oggi affinchè nelle nostre preghiere ci rivolgiamo a Dio come un Padre che si assicura il suo infinito amore in cambio della nostra fedeltà
Prego oggi affinchè nelle nostre celebrazioni liturgiche tutti quanti partecipiamo con piena coscienza e amore all'alleanza che Dio ci offre
martedì 26 giugno 2012
mi svegliai cn san francesco
Mi svegliai che era appena l’alba ed ero in una cella del convento di Assisi, pronto per andare alla messa, ed erano quasi le 6.00 quando arrivai nella cappella dove un padre officiava. Mi accorsi che il sonno era più denso del previsto e tutt’altro che finito, tant’è vero che appena cominciata la messa, caddi in un torpore anomalo e diverso dal classico rintronamento mattutino. Così che ricominciai a sognare. Questo nuovo sogno si ricollegava al precedente, mano a mano che proseguiva mi rendevo conto che era come il secondo tempo del primo sogno, ed ebbi la sensazione netta, e questa volta più precisa, che il sogno era Francesco.
Francesco bambino, ragazzo e vecchio, tutti insieme. Diverso da come lo volevano tutti, madre, padre, amici. Diverso da come lo volevano tutti ma non diverso da come lo voleva Dio. Io incredulo mi avvicinavo e dicevo: “Ma sei proprio tu?” e lui, a mezzo sorriso, con l’aria di sfida che si ha nei confronti degli increduli, mi disse, indicando il saio: “Tocca” e in quel momento, appena ebbi tra le dita il tessuto del Santo, sentii l’odore del fieno tagliato, mi sembrò di essere in mezzo ad un campo di grano.
Ritrassi la mano come da una fiamma o comunque da una scottatura, e mi sembrò che l’aria si scaldasse e dall’aria uscisse come un suono di battere d’ali che puoi sentire nelle piazze d’Italia o comunque nei paesi dove i colombi planano sui turisti. Fu proprio quel suono a rassicurarmi che Francesco era davvero Francesco, che la piazza era una delle tante piazze che normalmente si visitano la domenica e che io ero contento di essere lì.
Senza alcun timore chiesi: “Cosa vuoi da me?” e lui, senza l’aria di voler correggermi e forse anche un po’ divertito, rispose: “Cosa vuoi tu da me? Tu mi conosci ed io conosco te” e io, un po’ ruffiano, un po’ per compiacerlo e un poco per i suoi piedi sporchi di terra e di fango che spuntavano dal saio, gli dissi, chiedendolo: “Camminiamo?”. E cominciammo a girare sfiorando i muri della piccola chiesetta dove l’altro frate diceva messa e fu un parlare silenzioso se non addirittura muto, se non per le risposte che Francesco dava all’altro padre mentre officiava come un qualsiasi chierichetto di una parrocchia di campagna intorno agli anni ‘30, comunque tra le due guerre mondiali.
Era curioso come le parole mi uscissero dalla bocca completamente mute e statiche, sembravano una fila di uova di gallina di un ordinato pollaio del Nord. Ma il mio cuore era un vulcano, i pensieri uscivano come lava e avevo la sensazione che fossero esattamente il contrario delle parole che li rivestivano. Francesco al mio fianco, mentre passava tra i banchi della chiesetta, con la stoffa del saio, li lucidava, li puliva, li ordinava in fila, come una qualsiasi servetta friulana faceva tutte le mattine nella casa dove lavorava. Passò anche davanti a una curiosa acquasantiera, che non era altro che una mano di pietra che nell’incavo teneva solo due o tre gocce d’acqua, e questa volta più decisamente mi sorrise dicendo: “Questo è un fiume, anche se fuori ci sono i fulmini”.
Non mi azzardai neanche a chiedergli la spiegazione di quello che mi aveva detto. Gli dissi solamente: “Anch’io” e lui rispose semplicemente: “Lo so”. Questo breve dialogo, fatto durante la messa alla quale partecipavo, mi causò un momentaneo senso di colpa, come se stessi disturbando la funzione, e che io fossi ancora bambino in collegio e l’assistente come al solito dicesse: “Sei il peggio di tutti” e io gli rispondessi con orgoglio: “Lo so” e lui, come se avesse fatto un tredici al totocalcio, al massimo del piacere, mi dicesse col dito puntato verso la porta: “Fuori!” Questo strano senso di colpa mi ha sempre seguito come un qualcosa di inadattabile al misticismo obbligato, un poco coatto, delle chiese, da San Pietro all’ultima chiesaccia del Bronx, mentre all’aperto mi sentivo vicino a Dio come una zolla vicino all’albero, o nella terrazza di casa mia di notte, sotto un cielo stellato mi perdo ancora oggi dentro una di quelle stelle.
Francesco ritrasse la mano dall’acquasantiera, mi guardò e mi disse che anche per lui era sempre stato così, che Dio è dappertutto, negli alberi, nelle piante, nei fischi lontani dei treni, nel filo spinato, nei denti e nelle bocche che sorridono come nelle lacrime degli occhi che piangono, per non parlare negli animali, perfino nel pallone quando entra nella porta e fa goal, e che forse, qualche volta, a Gesù in ritardo, è capitato di saltare una delle grandi chiese addobbate e di aver continuato a pregare suo Padre per strada in mezzo al traffico.
Il suono della ‘R’ nella parola ‘traffico’ mi svegliò improvvisamente, ma mi svegliai con una grande stanchezza alle ali, come un passero che ha sbattuto contro l’inferriata della sua gabbietta. Mi resi conto che, per quanto meravigliosa e calda la chiesetta dove si svolgeva la funzione, quella strana atmosfera di dolce inconveniente che sentivo durante il sogno era finita e che il vero tempio, la vera casa di Dio, è la nostra anima, anche quella più buia o più difficile da raggiungere, e che Francesco siamo noi al momento della speranza, quando siamo in attesa e confusi e lo sono soprattutto i nostri sensi e, in un mondo come quello che ci circonda, la nostra pace.
E mentre pensavo e sentivo questo e il frate a conclusione della messa diceva: “La pace sia con voi” io gli risposi: “Francesco, fammi volare!”.
Francesco bambino, ragazzo e vecchio, tutti insieme. Diverso da come lo volevano tutti, madre, padre, amici. Diverso da come lo volevano tutti ma non diverso da come lo voleva Dio. Io incredulo mi avvicinavo e dicevo: “Ma sei proprio tu?” e lui, a mezzo sorriso, con l’aria di sfida che si ha nei confronti degli increduli, mi disse, indicando il saio: “Tocca” e in quel momento, appena ebbi tra le dita il tessuto del Santo, sentii l’odore del fieno tagliato, mi sembrò di essere in mezzo ad un campo di grano.
Ritrassi la mano come da una fiamma o comunque da una scottatura, e mi sembrò che l’aria si scaldasse e dall’aria uscisse come un suono di battere d’ali che puoi sentire nelle piazze d’Italia o comunque nei paesi dove i colombi planano sui turisti. Fu proprio quel suono a rassicurarmi che Francesco era davvero Francesco, che la piazza era una delle tante piazze che normalmente si visitano la domenica e che io ero contento di essere lì.
Senza alcun timore chiesi: “Cosa vuoi da me?” e lui, senza l’aria di voler correggermi e forse anche un po’ divertito, rispose: “Cosa vuoi tu da me? Tu mi conosci ed io conosco te” e io, un po’ ruffiano, un po’ per compiacerlo e un poco per i suoi piedi sporchi di terra e di fango che spuntavano dal saio, gli dissi, chiedendolo: “Camminiamo?”. E cominciammo a girare sfiorando i muri della piccola chiesetta dove l’altro frate diceva messa e fu un parlare silenzioso se non addirittura muto, se non per le risposte che Francesco dava all’altro padre mentre officiava come un qualsiasi chierichetto di una parrocchia di campagna intorno agli anni ‘30, comunque tra le due guerre mondiali.
Era curioso come le parole mi uscissero dalla bocca completamente mute e statiche, sembravano una fila di uova di gallina di un ordinato pollaio del Nord. Ma il mio cuore era un vulcano, i pensieri uscivano come lava e avevo la sensazione che fossero esattamente il contrario delle parole che li rivestivano. Francesco al mio fianco, mentre passava tra i banchi della chiesetta, con la stoffa del saio, li lucidava, li puliva, li ordinava in fila, come una qualsiasi servetta friulana faceva tutte le mattine nella casa dove lavorava. Passò anche davanti a una curiosa acquasantiera, che non era altro che una mano di pietra che nell’incavo teneva solo due o tre gocce d’acqua, e questa volta più decisamente mi sorrise dicendo: “Questo è un fiume, anche se fuori ci sono i fulmini”.
Non mi azzardai neanche a chiedergli la spiegazione di quello che mi aveva detto. Gli dissi solamente: “Anch’io” e lui rispose semplicemente: “Lo so”. Questo breve dialogo, fatto durante la messa alla quale partecipavo, mi causò un momentaneo senso di colpa, come se stessi disturbando la funzione, e che io fossi ancora bambino in collegio e l’assistente come al solito dicesse: “Sei il peggio di tutti” e io gli rispondessi con orgoglio: “Lo so” e lui, come se avesse fatto un tredici al totocalcio, al massimo del piacere, mi dicesse col dito puntato verso la porta: “Fuori!” Questo strano senso di colpa mi ha sempre seguito come un qualcosa di inadattabile al misticismo obbligato, un poco coatto, delle chiese, da San Pietro all’ultima chiesaccia del Bronx, mentre all’aperto mi sentivo vicino a Dio come una zolla vicino all’albero, o nella terrazza di casa mia di notte, sotto un cielo stellato mi perdo ancora oggi dentro una di quelle stelle.
Francesco ritrasse la mano dall’acquasantiera, mi guardò e mi disse che anche per lui era sempre stato così, che Dio è dappertutto, negli alberi, nelle piante, nei fischi lontani dei treni, nel filo spinato, nei denti e nelle bocche che sorridono come nelle lacrime degli occhi che piangono, per non parlare negli animali, perfino nel pallone quando entra nella porta e fa goal, e che forse, qualche volta, a Gesù in ritardo, è capitato di saltare una delle grandi chiese addobbate e di aver continuato a pregare suo Padre per strada in mezzo al traffico.
Il suono della ‘R’ nella parola ‘traffico’ mi svegliò improvvisamente, ma mi svegliai con una grande stanchezza alle ali, come un passero che ha sbattuto contro l’inferriata della sua gabbietta. Mi resi conto che, per quanto meravigliosa e calda la chiesetta dove si svolgeva la funzione, quella strana atmosfera di dolce inconveniente che sentivo durante il sogno era finita e che il vero tempio, la vera casa di Dio, è la nostra anima, anche quella più buia o più difficile da raggiungere, e che Francesco siamo noi al momento della speranza, quando siamo in attesa e confusi e lo sono soprattutto i nostri sensi e, in un mondo come quello che ci circonda, la nostra pace.
E mentre pensavo e sentivo questo e il frate a conclusione della messa diceva: “La pace sia con voi” io gli risposi: “Francesco, fammi volare!”.
silenzio
La gioia più grande è trovare momenti di immensi silenzi!
Silenzio del suono...
silenzio del tuono
Silenzio del sussurrar dei venti
Silenzio del chiacchierio delle genti.
Un silenzio che avvolge...
ti distende ti sorprende.
Un silenzio che parla al tuo
cuore e lo fa vibrar d’amore.
Un silenzio che puoi trovare
tra le tue mura
quando la sera si fa oscura.
Un silenzio che provi nel vuoto
di una grande Chiesa
dove la presenza di una Immensità
ti fa meditare sull’Eternità.
Sono questi silenzi
che liberano le menti
e ti guidano a tanti ripensamenti.
Alle gioie avute a tristezze temute
ai dolori sopportati
ai nostri cari amati
A ciò che avresti potuto dare
ma che ti è stato diffi cile fare.
Sono questi i momenti di silenzio
che penetrano in te
donandoti una grande e profonda gioia,
gioia vera, gioia certa, gioia sincera
silenzio del tuono
Silenzio del sussurrar dei venti
Silenzio del chiacchierio delle genti.
Un silenzio che avvolge...
ti distende ti sorprende.
Un silenzio che parla al tuo
cuore e lo fa vibrar d’amore.
Un silenzio che puoi trovare
tra le tue mura
quando la sera si fa oscura.
Un silenzio che provi nel vuoto
di una grande Chiesa
dove la presenza di una Immensità
ti fa meditare sull’Eternità.
Sono questi silenzi
che liberano le menti
e ti guidano a tanti ripensamenti.
Alle gioie avute a tristezze temute
ai dolori sopportati
ai nostri cari amati
A ciò che avresti potuto dare
ma che ti è stato diffi cile fare.
Sono questi i momenti di silenzio
che penetrano in te
donandoti una grande e profonda gioia,
gioia vera, gioia certa, gioia sincera
CHIARA,La Santa d'Assisi
Chiara, creatura dolce e delicata,
dalle chiome d’oro, pia e casta,
il tuo cuore, al sentire Francesco predicare, palpitò
e al bagliore del Signore t’avvicinò.
Nell’interiorità, impetuoso s’alzò un anelito d’immensità,
così da rinunciare al mondo e alle sue vanità.
Donasti te stessa totalmente al Signore,
per divenire Sua sposa con fervore.
L’acqua limpida attinta dal Suo cuore,
come rugiada ti dissetò, ti empì d’amore;
schiuse i petali della tua anima con semplicità,
per immergerli in un’aurora di luce, povertà,
silenzio e fraternità.
Chiara, permeata di grazia e carità,
nella quiete del chiostro, gioiosa germogliavi.
La tua parola e le lodi che inneggiavi,
risuonavano a valle, a monte, al piano,
sino a suscitare nei giovani cuori
un ardente desiderio di vivere del Signore.
Chiara, vestita d’umiltà e di candore,
nello splendore dell’ultimo dì, un corteo d’alate
creature ti scortavano al cielo: erano tante...
Erano le vergini... e con esse vi era
la più bella: la Vergine Maria,
venuta a prendere te, sposa del Suo Figlio.
E tu, Chiara, avvolta nel tuo saio
e circondata da così alta corte celeste, ancora cantavi:
Laudato sii mio Signore,
perché m’hai creata così...pura di cuore.
FRANCESCO, IL POVERELLO D'ASSISI
Umile fra gli umili,
colmo d’immensa mansuetudine,
di sentimenti di letizia,
di gioioso godimento del creato
enunciato in ogni sua azione e parola,
Francesco, coperto solo d’una tunica di sacco
cinta ai fianchi d’una rozza corda
e con cuore distaccato
dalle fugaci consolazioni terrene,
si consacrò totalmente a Dio
con la preghiera e la penitenza.
Nel servizio ai fratelli
permeato di grazia divina,
effuse se stesso nella carità.
Francesco, il poverello d’Assisi,
nel peregrinare per paesi, strade e rioni,
a moltitudini di fratelli il Vangelo predicò
e con loro melodiose lodi al Signore cantò,
così da sollevare i cuori
per condurli alla perfetta letizia.
Oggi Francesco, il Santo d’Assisi,
è a noi vicino,
è l’uomo in perenne cammino
alla ricerca d’inesplorati cuori,
per donare la gioia d’una vita interiore
alimentata alle sorgenti limpide
e incontaminate di Dio
a madre teresa di calcutta
Nel Silenzio
Tu che hai ascoltato quella voce silenziosa
Tu che hai scoperto la ricchezza e la povertà che c'è nell'animo
Tu che hai percepito il dolore tuo e di altre persone
Tu che sai cos' è il valore del calore umano
tu che sai che il bene va fatto pulito
Tu che sai quanto grande è quel tesoro del donare
Tu che ti sei arricchita l'animo di tutto questo
Tu che hai vissuto nel valore assoluto della vita
Tu....
Il tuo corpo fragile muore
Dala vita della vita,si eleva la tua anima
Il posto ha raggiunto
Ora sei lì dove il tempo non esiste
Non cè domani, ieri, oggi
Non esiste il giorno e la notte
La musica è poesia e armonia
Il sorriso è in tutti.
Lì, c'è pace, la gioia, la felicità, l'estasi
Tutto regna eternamente
Ora vivi nel silenzio
Nel silenzio del Signore.
Aiutaci, un domani, a raggiungere il Posto.
ama e vivrai
Tutta la tua vita è un canto d'amore a qualcuno che ti faccia sentire vivo.
Tu sei il sogno di Dio, tu sei la nostalgia di Dio!
E' scritto nel cuore delle cose, dove è nascosta una goccia di gioia;
è scritto nei tramanti che cantano speranze, nelle nostre stelle vergini.
Lorenzo Ricciardelli
Nei fiori che profumano promesse, nel viso chiaro e tenero di un bambino, negli occhi di chi ama...
Ama e vivrai!
E' il ritornello della canzone della vita.
I veri nemici sono dentro di te: fai loro una guerra atomica d'amore.
L'amore non comanda, attrae. Il cuore illumina la mente: l'amore sa tutte le strade.
L'amore non cambia le case, le trasfigura; è un condensato di forza: per questo se perdoni, vinci;
se sorridi, attrai.
Quello è cattivo,tu dici. Amalo, e sarà amabile.
Quelli sono nemici? Falli amici! Non e facile. Devi possederti per donarti;
devi affinare il fiuto del cuore: l'intuizione.
Un sorriso, un perdono, un segno di attenzione, una lettera scritta, una visita fatta, un colpo di
telefono, una calda stretta di mano...
Sono gesti di felicità, perche gesti d'amore, gesti di eternità.
Tutta la tua vita e un'attesa innamorata dell'Amore fino all'eterna festa con 1’Amore.
Togli ovunque l'inferno, e mettici un po’ di cielo.
Più che si parla, l'amore si prova, si fa. Provaci.
Ama e vivrai!
Tu sei il sogno di Dio, tu sei la nostalgia di Dio!
E' scritto nel cuore delle cose, dove è nascosta una goccia di gioia;
è scritto nei tramanti che cantano speranze, nelle nostre stelle vergini.
Lorenzo Ricciardelli
Nei fiori che profumano promesse, nel viso chiaro e tenero di un bambino, negli occhi di chi ama...
Ama e vivrai!
E' il ritornello della canzone della vita.
I veri nemici sono dentro di te: fai loro una guerra atomica d'amore.
L'amore non comanda, attrae. Il cuore illumina la mente: l'amore sa tutte le strade.
L'amore non cambia le case, le trasfigura; è un condensato di forza: per questo se perdoni, vinci;
se sorridi, attrai.
Quello è cattivo,tu dici. Amalo, e sarà amabile.
Quelli sono nemici? Falli amici! Non e facile. Devi possederti per donarti;
devi affinare il fiuto del cuore: l'intuizione.
Un sorriso, un perdono, un segno di attenzione, una lettera scritta, una visita fatta, un colpo di
telefono, una calda stretta di mano...
Sono gesti di felicità, perche gesti d'amore, gesti di eternità.
Tutta la tua vita e un'attesa innamorata dell'Amore fino all'eterna festa con 1’Amore.
Togli ovunque l'inferno, e mettici un po’ di cielo.
Più che si parla, l'amore si prova, si fa. Provaci.
Ama e vivrai!
a san francesco d'assisi
Chi vive in te ama ogni essere umano, ogni creatura vivente, ogni cosa dell' universo.
Chi vive in te ama il "nulla" del vuoto per una contemplazione luminosa di spiriti prodigiosi.
Chi vive in Te ascolta la Tua voce, ricca di espressioni eterne.
Chi vive in Te alza gli occhi in cielo per cercare DIO tra luci e colori sfavillanti per un respiro felice.
Tu sei l'amore che genera amore,il fratello dei poveri,l'amico degli animali, il simbolo delle leggi evangeliche,
il SANTO dei moribondi che a Te si affidano per vincere la paura della morte.
Chi vive in Te ascolta la Tua voce, ricca di espressioni eterne.
Chi vive in Te alza gli occhi in cielo per cercare DIO tra luci e colori sfavillanti per un respiro felice.
Tu sei l'amore che genera amore,il fratello dei poveri,l'amico degli animali, il simbolo delle leggi evangeliche,
il SANTO dei moribondi che a Te si affidano per vincere la paura della morte.
PADRE NOSTRO.
Non dire PADRE: se ogni giorno non ti comporti da Figlio.
Non dire NOSTRO : se vivi solo nel tuo egoismo.
Non dire CHE SEI NEI CIELI: se pensi solo alle cose terrene
Non dire VENGA IL TUO REGNO: se lo confondi con il successo materiale.
Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA': se non l'accetti anche quando è Dolorosa.
Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO: se non ti preoccupi della gente che ha fame.
Non dire PERDONA I NOSTRI DEBITI : se non sei disposto a perdonare gli altri.
Non dire NON CI INDURRE IN TENTAZIONE: se continui a vivere nell'ambiguità
Non dire LIBERA DAL MALE : se non ti opponi alle opere malvagie
Non dire AMEN : se non prendi sul serio le Parole del PADRE NOSTRO....
Non pensate di leggere soltanto..Leggete queste parole con tutto onestà , meditatele e pensate..... se sono vere, frutto della vostra realtà..... o no! APPLICATELE....
Non dire NOSTRO : se vivi solo nel tuo egoismo.
Non dire CHE SEI NEI CIELI: se pensi solo alle cose terrene
Non dire VENGA IL TUO REGNO: se lo confondi con il successo materiale.
Non dire SIA FATTA LA TUA VOLONTA': se non l'accetti anche quando è Dolorosa.
Non dire DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO: se non ti preoccupi della gente che ha fame.
Non dire PERDONA I NOSTRI DEBITI : se non sei disposto a perdonare gli altri.
Non dire NON CI INDURRE IN TENTAZIONE: se continui a vivere nell'ambiguità
Non dire LIBERA DAL MALE : se non ti opponi alle opere malvagie
Non dire AMEN : se non prendi sul serio le Parole del PADRE NOSTRO....
Non pensate di leggere soltanto..Leggete queste parole con tutto onestà , meditatele e pensate..... se sono vere, frutto della vostra realtà..... o no! APPLICATELE....
PADRE TI CHIEDO TUTTO IL BENE...........
Padre ti chiedo: dammi tutto il bene: io non ho forza, donati a me.
Padre ti chiedo: non mi abbandonare : io non ho forza, donati a me non voglio altro che la tua bontà.
Padre dammi tutto il bene.
Padre ti chiedo tutto il bene.
Padre, dammi tutti il bene.....i chiedo tutto il bene.
Prendi TU LA GUIDA DELLA MIA VITA, delle mie potenze, o mia Verità...
Il tuo Figlio sia sempre in me. Annulla ciò che è mio,Tu solo vivi in me.
Se la Vita mia devo a Te, chiedo la tua Infinità,ADORARE, TACERE,GODERE .
ADORARE,TACERE,GODERE....
SEMPRE IN TE........X SEMPRE IN TE ♥
Padre ti chiedo: non mi abbandonare : io non ho forza, donati a me non voglio altro che la tua bontà.
Padre dammi tutto il bene.
Padre ti chiedo tutto il bene.
Padre, dammi tutti il bene.....i chiedo tutto il bene.
Prendi TU LA GUIDA DELLA MIA VITA, delle mie potenze, o mia Verità...
Il tuo Figlio sia sempre in me. Annulla ciò che è mio,Tu solo vivi in me.
Se la Vita mia devo a Te, chiedo la tua Infinità,ADORARE, TACERE,GODERE .
ADORARE,TACERE,GODERE....
SEMPRE IN TE........X SEMPRE IN TE ♥
lA PAROLA ,SEME CHE GERMOGLIA
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perchè dia il seme a chi semina e il pane a ci mangia, cosi sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerò a me senza efffetto,senza aver operato ciò che desidero (isaia 55,10-11)
Il seme è la Parola di Dio.......
quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza. (luca 8,11.15)
lunedì 25 giugno 2012
Pensieri di alcuni santi sulla Carità
E' l'amore cristiano che costituisce l'essenza stessa del Dio rivelato da Gesù Cristo : Chi non Ama non ha riconosciuto Dio, xk Dio è AMORE. Essa costituisce nel donare la propria vita. La forma perfetta della carità è il dono di sè di Cristo sulla Croce. Non vivo+ io,ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del figlio di Dio, che mi ha Amato e ha consegnato se stesso per me. La croce è la cifra e il simbolo dell'Amore: in essa Gesù compie il duplice comandamento dell'amore di Dio e del prossimo. Sulla Croce Gesù ama totalmente Dio ,affidandosi nelle sue mani e il prossimo perdonando i suoi nemici. L'Amore vero o carità consiste nell'amare con gratuità, anche chi non lo merita:peccatore,malvagio,traditore, nemico.
SAN PAOLO dice:
"Considera la Carità il + grande dono dello spirito santo .Per lui la carità è Magnanima, benevola è la carità;;non è invidiosa,non si vanta,non si gonfia d'orgoglio,non manca di rispetto,nn cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,nn gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La Carità non avrà mai fine. La Carità può essere ritenuta opera della fede. Avere l'amore è segno di una vita nuova che vince la morte: Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, xk amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte.
SANT'AGOSTINO
"La Carità consiste nell'amore delle cose che devono essere amate e dona di anteporre le cose comuni a quelle proprie. La Carità è ordinata, essa fa amare Dio per se stesso, ispira un retto amore di sè ,stimola ad amare il prossimo in Dio e il nemico a causa di Dio. La carità ama secondo la misura smisurata di Dio.Essa ha la facoltà di trasformare l'amante nell'amato xk suscita una sorta di estasi,un uscire da sè,per aderire all'amato. Mediante a carità lo Spirito unisce i fedeli in un solo corpo, lo spirto unifica il corpo con la sua presenza, con la sua forza e la connessione interna delle membra.Produce la carità tra i fedeli e li sprona a viverla. La carità non può essere nè confusa nè tanto meno sostituita con la nozione non peculiarmente cristiana di solidarietà"
SAN TOMMASO
"Soltanto la carità merita veramente il nome d Grazia perchè è l unica che renda Graditi a Dio".
SANTA TERESINA DEL BAMBIN GESù
"Considerando il corpo mistico della chiesa,non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san Paolo aveva descritto, o meglio,volevo vedermi in tutte. La carità mi offri il cardine della mia vocazione. Compresi che la chiesa ha un corpo da verie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e nobile. Compresi che la chiesa ha un Cuore bruciato dall'AMORE. Capii che solo l'Amore spinge all'azione le membra della chiesa e che ,spento quest amore,gli apostoli non avrebbero annunziato il Vangelo, i martiri nn avrebbero versato il loro sangue... Nel cuore della chiesa, mai madre, io sarò l'AMORE ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà"
SAN PAOLO dice:
"Considera la Carità il + grande dono dello spirito santo .Per lui la carità è Magnanima, benevola è la carità;;non è invidiosa,non si vanta,non si gonfia d'orgoglio,non manca di rispetto,nn cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,nn gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La Carità non avrà mai fine. La Carità può essere ritenuta opera della fede. Avere l'amore è segno di una vita nuova che vince la morte: Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, xk amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte.
SANT'AGOSTINO
"La Carità consiste nell'amore delle cose che devono essere amate e dona di anteporre le cose comuni a quelle proprie. La Carità è ordinata, essa fa amare Dio per se stesso, ispira un retto amore di sè ,stimola ad amare il prossimo in Dio e il nemico a causa di Dio. La carità ama secondo la misura smisurata di Dio.Essa ha la facoltà di trasformare l'amante nell'amato xk suscita una sorta di estasi,un uscire da sè,per aderire all'amato. Mediante a carità lo Spirito unisce i fedeli in un solo corpo, lo spirto unifica il corpo con la sua presenza, con la sua forza e la connessione interna delle membra.Produce la carità tra i fedeli e li sprona a viverla. La carità non può essere nè confusa nè tanto meno sostituita con la nozione non peculiarmente cristiana di solidarietà"
SAN TOMMASO
"Soltanto la carità merita veramente il nome d Grazia perchè è l unica che renda Graditi a Dio".
SANTA TERESINA DEL BAMBIN GESù
"Considerando il corpo mistico della chiesa,non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san Paolo aveva descritto, o meglio,volevo vedermi in tutte. La carità mi offri il cardine della mia vocazione. Compresi che la chiesa ha un corpo da verie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e nobile. Compresi che la chiesa ha un Cuore bruciato dall'AMORE. Capii che solo l'Amore spinge all'azione le membra della chiesa e che ,spento quest amore,gli apostoli non avrebbero annunziato il Vangelo, i martiri nn avrebbero versato il loro sangue... Nel cuore della chiesa, mai madre, io sarò l'AMORE ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà"
Pensieri di vari santi, sulla preghiera
S.Giovanni Maria Vianney
"Con la Preghiera tutti i giusti hanno avuto la fortuna di Perseverare... Fate opere quanto volte, se non Pregate spesso e come si deve, non sarete Mai Salvati, perchè la preghiera apre gli occhi della nostra Anima; le fa sentire la grandezza della sua Miseria, la necessità di fare ricorso a Dio; le fa temere la sua debolezza.... Ci accorgiamo noi stessi che appena trascuriamo le nostre preghiere, perdiamo subito i gusto delle cose del cielo, pensiamo solo alla terra e se riprendiamo la preghiera, sentiamo rinascere in noi le cose del cielo. Non sono nè le lunghe nè le belle preghiere che il buon Dio guarda, ma quelle che si fanno dal profondo del cuore, con grande rispetto ed un vero desiderio di piacere a Dio. Diciamo che la preghiera è una elevazione del nostro cuore verso Dio. Diciamo che è il dolce colloquio di un bambino con il padre suo,di un suddito con il suo re, di un servo con il suo padron,di un amico con i suo amico,nel cui cuore depone i suoi dispiaceri e le sue pene.
Beata Madre Teresa di Calcutta
"Io non posso immaginare neanche un istante della mia vita senza Gesù. Il premio + grande per me è Amare Gesù e servirlo nei Poveri. Diceva alla sue Suore: Se saprete pregare, saprete anche amare e servire ,testimoniare quest'amore a tutti. Il fruto del silenzio è la preghiera. Il frutto della preghiera è la fede. il frutto della fede è l'Amore. Il frutto dell'amore è il nostro Servizio. Se pregate, avrete un cuore puro, potrete vedere Dio e allora vi Amerete a vicenda. La preghiera innanzitutto,altrimenti il fallimento. Le nostre case sono case dei poveri di strada, dove muoiono di fame. Del convento ne abbiamo bisogno solo x poche ore, per il riposo e la preghiera. Abbiamo molto bisogno della preghiera. Senza la forza della preghiera la nostra vita non sarebbe possibile.
Giovanni Paolo II
"Il nostro è tempo di continuo movimento che giunge spesso fino all'agitazione,col facile rischio del fare per fare. Dobbiamo resistere a questa tentazione ,cercando di essere prima che di fare. Ricordiamo il rimprovero di Gesù a Marta: tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa si cui c'è bisogno. Si carissimi fratelli e sorelle, le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche scuole di preghiera, dove l'incontro con Cristo non si esprima solo in implorazione di aiuto,ma anche in rendimento di grazie,lode,adorazione,contemplazione,ascolto,ardori di affetti,fino ad un vero invaghimento del cuore. Una preghiera intensa, che non distoglie dall'impegno nella storia: aprendo il cuore all amore di Dio, lo apre anche all amore dei fratelli e rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio.
"Con la Preghiera tutti i giusti hanno avuto la fortuna di Perseverare... Fate opere quanto volte, se non Pregate spesso e come si deve, non sarete Mai Salvati, perchè la preghiera apre gli occhi della nostra Anima; le fa sentire la grandezza della sua Miseria, la necessità di fare ricorso a Dio; le fa temere la sua debolezza.... Ci accorgiamo noi stessi che appena trascuriamo le nostre preghiere, perdiamo subito i gusto delle cose del cielo, pensiamo solo alla terra e se riprendiamo la preghiera, sentiamo rinascere in noi le cose del cielo. Non sono nè le lunghe nè le belle preghiere che il buon Dio guarda, ma quelle che si fanno dal profondo del cuore, con grande rispetto ed un vero desiderio di piacere a Dio. Diciamo che la preghiera è una elevazione del nostro cuore verso Dio. Diciamo che è il dolce colloquio di un bambino con il padre suo,di un suddito con il suo re, di un servo con il suo padron,di un amico con i suo amico,nel cui cuore depone i suoi dispiaceri e le sue pene.
Beata Madre Teresa di Calcutta
"Io non posso immaginare neanche un istante della mia vita senza Gesù. Il premio + grande per me è Amare Gesù e servirlo nei Poveri. Diceva alla sue Suore: Se saprete pregare, saprete anche amare e servire ,testimoniare quest'amore a tutti. Il fruto del silenzio è la preghiera. Il frutto della preghiera è la fede. il frutto della fede è l'Amore. Il frutto dell'amore è il nostro Servizio. Se pregate, avrete un cuore puro, potrete vedere Dio e allora vi Amerete a vicenda. La preghiera innanzitutto,altrimenti il fallimento. Le nostre case sono case dei poveri di strada, dove muoiono di fame. Del convento ne abbiamo bisogno solo x poche ore, per il riposo e la preghiera. Abbiamo molto bisogno della preghiera. Senza la forza della preghiera la nostra vita non sarebbe possibile.
Giovanni Paolo II
"Il nostro è tempo di continuo movimento che giunge spesso fino all'agitazione,col facile rischio del fare per fare. Dobbiamo resistere a questa tentazione ,cercando di essere prima che di fare. Ricordiamo il rimprovero di Gesù a Marta: tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa si cui c'è bisogno. Si carissimi fratelli e sorelle, le nostre comunità cristiane devono diventare autentiche scuole di preghiera, dove l'incontro con Cristo non si esprima solo in implorazione di aiuto,ma anche in rendimento di grazie,lode,adorazione,contemplazione,ascolto,ardori di affetti,fino ad un vero invaghimento del cuore. Una preghiera intensa, che non distoglie dall'impegno nella storia: aprendo il cuore all amore di Dio, lo apre anche all amore dei fratelli e rende capaci di costruire la storia secondo il disegno di Dio.
PERFETTA LETIZIA FRANCESCANA
Se desideri la Letizia, non inseguire la ricchezza,nè la saluto de corpo,nè la gloria, nè la potenza, nè il piacere e neppure le tavole imbandite di cibo o vestiti di seta o campi rigogliosi o una casa splendida e sfarzosa nè qualsiasi altra cosa del genere: Persegui la Scienza secondo Dio,acquista la Virtù: e nulla di ciò che si presenta o si aspetta potrà affliggerti;
e perchè dico affliggerti?
Sarà per te nuova occasione di Letizia ciò che rattrista gli alti :la morte,perdite, accuse e ogni male simile,allorchè li dobbiamo subire per Dio o in lui hanno la loro radice.
NESSUNO,può renderci infelici se non siamo noi stessi a farlo.
Come neppure beati,oltre alla grazia di Dio, se non siamo noi a sforzarvici.
Ora vorrei parlarvi della letizia francescana. Di certo non è una scoperta di Francesco la letizia perchè gli uomini hanno cercato sempre di essere lieti, però il suo tentativo ,è il primo nella storia della spiritualità a porre la letizia nel numero delle virtù. Un santo,un uomo di Dio ,non si era mai preoccupato di essere allegro e non si era mai pensato che un giullare potesse essere un santo. Gesù, si è sempre detto, che non ha mai riso, xkè il riso abbonda sulla bocca degli stolti, mai sulla bocca di un uomo saggio. Nella tentazione evangelica,Giovanni Battista non è mai presentato sorridente, ma anzi come un burbero , era un predicatore di penitenza. Gesù è un profeta che è passato facendo del bene e guarendo gli uomini dalle lor infermità, ma non si è mai preoccupato,di invitare ad essere lieti. Francesco pone una distinzione tra le emozioni piacevoli a cui crede di dover rinunciare e lo fa senza riserva e quelle che può permettersi di coltivare. Si è privato di tutto ciò ce poteva accarezzare la sua sensibilità, ma non del piacere di contemplare e gioire delle cose belle che aveva attorno, come i fiori, piante, animali,degli astri, della poesia,della musica,del canto. E' un Santo, ma anche un poeta e vive una dimensione senza rinunciare all'altra. Gesù non ha detto che la terra è una valle di lacrime, ma nemmeno un giardino, un eden da godere, tanto meno un parco divertimenti. La terra è un luogo di passaggio. Francesco invece è più ottimista, è totalmente proiettato nel mondo di Dio,ma guarda con grande attenzione ,ammirazione e gioia al mondo in cui vive, agli esseri che lo popolano,amano, e ne rimane contento. Ecco che qui Francesco ha fatto fare un passao avanti al Vangelo,come quando abbraccia il lebbroso che Gesù tocca appena con un dito. Francesco non l'ha guarito, ma se avesse potuto,l'avrebbe fatto. Ed ecco che Francesco dopo la conversione abbandona il lusso, la goria, ma non abbandona il canto e la musica. Da ricco diventa POVERO,da signore si fa muratore, ma canta lo stesso. Non ha + nulla è l ultimo d tutti ,ma ha ancora il coraggio di intonare canzoni. Sarà austero ma non burbero,piuttosto dolce,mite,tenero con tutti. Questo suo atteggiamento costante .,questa sua capacità difficile da attuarsi è davvero ammirevole. Ha rinunciato ai piaceri del corpo,ma non ha lasciato distruggere gli affetti,perchè pur non concedendosi nessuna soddisfazione ,ha amato teneramente Chiara e le Povere Dame di S.Damiano.
Quale può essere la radice di questa felicità di Francesco?
Ovvio che è spirituale e dipende dalla sua comunione con Dio. Si è privato di tutto ma si è riempito di Dio e da questa pienezza arriva la sua grande gioia,pechè le cose che egli vede gli appaiono come frammenti di bellezza, della gloria di Dio. Egli anche se era un grande penitente, cercava di conservare il giubilo de cuore, l'unzione dello spirito ,la letizia, evitando la melanconia, il peggiore dei mali. Il suo volto irradiava bontà,i suoi occhi brillavano di una fiamma purissima,che conquistava tutti. Questa letizia non è una veste che uno si mette e si toglie quando vuole è invece una profonda convinzione interiore è realtà. Francesco trova la vera gioia nell'accettare sia pazientemente,serenamente che gioiosamente anche le incomprensioni dei frati, i maltrattamenti della vita quotidiana. Ma la vera Gioia è un dono che gli uomini cercano e attendono e che il credente è tenuto a trasmettere come l'amore ,la fede. La Gioia ,è un mezzo di irradiazione di pace,tranquillità è una forma di apostolato, non si è sorridenti per la fortuna, ma xk gli altri comprendano che hai un messaggio da trasmettere.Francesco non amava le facce depresse, una volta rimprovera un frate xk aveva l aria triste e gli disse: il servo di DIo non deve essere agli occhi degli altri triste e rabbuiato, ma sempre sereno, gioioso e con il sorriso in faccia...deve portare allegria! Infatti Francesco amava tantissimo,l'uomo pieno di letizia spirituale che nella regola fece scrivere: Si guardino i frati di non mostrarsi tristi di fuori e rannuvolati come degli ipocriti,ma si mostrino lieti nel Signore , ilari e convenientemente graziosi.Il Dio della Bibbia, il Dio della predicazione,comune era sempre un Dio giusto e giudice, + che un amico dell'uomo. Francesco vuole essere ricordato come un profeta di consolazione, ecco perchè non sa essere triste, nemmeno quando i mali fisici hanno preso il sopravvento, neanche allora si attenuano i toni della letizia,cerca sollievo nella musica. Una norma che vale per i frati: quando essi arrivano in qualche luogo dovevano instaurare per tutti un clima di festa, quali giullari di Dio dovevano contribuire affinchè un tal clima si instaurasse. Per Francesco il popolo doveva avere anch'esso dei giullari, con clima di giovialità,serenità per scacciare la depressione,la malinconia.Francesco aveva delle ottime doti canore, infatti compose l inno del Cantico delle creature. Ma francesco è anche un sommo penitente,sommo contemplativo,grande uomo di preghiera,lavoratore,predicatore,ma sempre seminatore di Felicità,gioia e serenità. Anche quando stava per morire recitava i salmi e cantava.
LA PERFETTA LETIZIA. Francesco è un santo singolare,penitente ma iliare, tutto di DIo, ma tutto dell'uomo,pieno di tenerezza,affettività, nemico di se stesso,ma amico di tutto,perfino degli animali,della luna,stelle e piante. Vive nell'assoluta Povertà per lui la sua ricchezza, tra i minori, ultimi fra gli ultimi, non si nutre, non dorme, lavora seriamente, predica in continuazione, passa lunghi tempi in preghiera. E' stato un uomo straordinario ....una vita originale...
Ha cercato il martirio, ma non l'ha trovato, ha perso la famiglia, ha trovato l imcomprensione dei frati, ma continua tranquilla x la sua via.. una continua lotta di liberazione da se stesso, dalla ripugnanza verso i lebbrosi............ecc... si è presentato ad Assisi prima come cavaliere, e poi con una tonaca .......ma qui c'è una cosa che lo rende ricco e sicuro... la carità......l'amore del Divino.......l'umiltà.......la povertà.......SI è sempre detto che l'uomo è contento xk ha tutto, non gli manca nulla, nè salute nè beni, francesco invece lo è xk non ha + nulla, assolutamente nulla.
e perchè dico affliggerti?
Sarà per te nuova occasione di Letizia ciò che rattrista gli alti :la morte,perdite, accuse e ogni male simile,allorchè li dobbiamo subire per Dio o in lui hanno la loro radice.
NESSUNO,può renderci infelici se non siamo noi stessi a farlo.
Come neppure beati,oltre alla grazia di Dio, se non siamo noi a sforzarvici.
Ora vorrei parlarvi della letizia francescana. Di certo non è una scoperta di Francesco la letizia perchè gli uomini hanno cercato sempre di essere lieti, però il suo tentativo ,è il primo nella storia della spiritualità a porre la letizia nel numero delle virtù. Un santo,un uomo di Dio ,non si era mai preoccupato di essere allegro e non si era mai pensato che un giullare potesse essere un santo. Gesù, si è sempre detto, che non ha mai riso, xkè il riso abbonda sulla bocca degli stolti, mai sulla bocca di un uomo saggio. Nella tentazione evangelica,Giovanni Battista non è mai presentato sorridente, ma anzi come un burbero , era un predicatore di penitenza. Gesù è un profeta che è passato facendo del bene e guarendo gli uomini dalle lor infermità, ma non si è mai preoccupato,di invitare ad essere lieti. Francesco pone una distinzione tra le emozioni piacevoli a cui crede di dover rinunciare e lo fa senza riserva e quelle che può permettersi di coltivare. Si è privato di tutto ciò ce poteva accarezzare la sua sensibilità, ma non del piacere di contemplare e gioire delle cose belle che aveva attorno, come i fiori, piante, animali,degli astri, della poesia,della musica,del canto. E' un Santo, ma anche un poeta e vive una dimensione senza rinunciare all'altra. Gesù non ha detto che la terra è una valle di lacrime, ma nemmeno un giardino, un eden da godere, tanto meno un parco divertimenti. La terra è un luogo di passaggio. Francesco invece è più ottimista, è totalmente proiettato nel mondo di Dio,ma guarda con grande attenzione ,ammirazione e gioia al mondo in cui vive, agli esseri che lo popolano,amano, e ne rimane contento. Ecco che qui Francesco ha fatto fare un passao avanti al Vangelo,come quando abbraccia il lebbroso che Gesù tocca appena con un dito. Francesco non l'ha guarito, ma se avesse potuto,l'avrebbe fatto. Ed ecco che Francesco dopo la conversione abbandona il lusso, la goria, ma non abbandona il canto e la musica. Da ricco diventa POVERO,da signore si fa muratore, ma canta lo stesso. Non ha + nulla è l ultimo d tutti ,ma ha ancora il coraggio di intonare canzoni. Sarà austero ma non burbero,piuttosto dolce,mite,tenero con tutti. Questo suo atteggiamento costante .,questa sua capacità difficile da attuarsi è davvero ammirevole. Ha rinunciato ai piaceri del corpo,ma non ha lasciato distruggere gli affetti,perchè pur non concedendosi nessuna soddisfazione ,ha amato teneramente Chiara e le Povere Dame di S.Damiano.
Quale può essere la radice di questa felicità di Francesco?
Ovvio che è spirituale e dipende dalla sua comunione con Dio. Si è privato di tutto ma si è riempito di Dio e da questa pienezza arriva la sua grande gioia,pechè le cose che egli vede gli appaiono come frammenti di bellezza, della gloria di Dio. Egli anche se era un grande penitente, cercava di conservare il giubilo de cuore, l'unzione dello spirito ,la letizia, evitando la melanconia, il peggiore dei mali. Il suo volto irradiava bontà,i suoi occhi brillavano di una fiamma purissima,che conquistava tutti. Questa letizia non è una veste che uno si mette e si toglie quando vuole è invece una profonda convinzione interiore è realtà. Francesco trova la vera gioia nell'accettare sia pazientemente,serenamente che gioiosamente anche le incomprensioni dei frati, i maltrattamenti della vita quotidiana. Ma la vera Gioia è un dono che gli uomini cercano e attendono e che il credente è tenuto a trasmettere come l'amore ,la fede. La Gioia ,è un mezzo di irradiazione di pace,tranquillità è una forma di apostolato, non si è sorridenti per la fortuna, ma xk gli altri comprendano che hai un messaggio da trasmettere.Francesco non amava le facce depresse, una volta rimprovera un frate xk aveva l aria triste e gli disse: il servo di DIo non deve essere agli occhi degli altri triste e rabbuiato, ma sempre sereno, gioioso e con il sorriso in faccia...deve portare allegria! Infatti Francesco amava tantissimo,l'uomo pieno di letizia spirituale che nella regola fece scrivere: Si guardino i frati di non mostrarsi tristi di fuori e rannuvolati come degli ipocriti,ma si mostrino lieti nel Signore , ilari e convenientemente graziosi.Il Dio della Bibbia, il Dio della predicazione,comune era sempre un Dio giusto e giudice, + che un amico dell'uomo. Francesco vuole essere ricordato come un profeta di consolazione, ecco perchè non sa essere triste, nemmeno quando i mali fisici hanno preso il sopravvento, neanche allora si attenuano i toni della letizia,cerca sollievo nella musica. Una norma che vale per i frati: quando essi arrivano in qualche luogo dovevano instaurare per tutti un clima di festa, quali giullari di Dio dovevano contribuire affinchè un tal clima si instaurasse. Per Francesco il popolo doveva avere anch'esso dei giullari, con clima di giovialità,serenità per scacciare la depressione,la malinconia.Francesco aveva delle ottime doti canore, infatti compose l inno del Cantico delle creature. Ma francesco è anche un sommo penitente,sommo contemplativo,grande uomo di preghiera,lavoratore,predicatore,ma sempre seminatore di Felicità,gioia e serenità. Anche quando stava per morire recitava i salmi e cantava.
LA PERFETTA LETIZIA. Francesco è un santo singolare,penitente ma iliare, tutto di DIo, ma tutto dell'uomo,pieno di tenerezza,affettività, nemico di se stesso,ma amico di tutto,perfino degli animali,della luna,stelle e piante. Vive nell'assoluta Povertà per lui la sua ricchezza, tra i minori, ultimi fra gli ultimi, non si nutre, non dorme, lavora seriamente, predica in continuazione, passa lunghi tempi in preghiera. E' stato un uomo straordinario ....una vita originale...
Ha cercato il martirio, ma non l'ha trovato, ha perso la famiglia, ha trovato l imcomprensione dei frati, ma continua tranquilla x la sua via.. una continua lotta di liberazione da se stesso, dalla ripugnanza verso i lebbrosi............ecc... si è presentato ad Assisi prima come cavaliere, e poi con una tonaca .......ma qui c'è una cosa che lo rende ricco e sicuro... la carità......l'amore del Divino.......l'umiltà.......la povertà.......SI è sempre detto che l'uomo è contento xk ha tutto, non gli manca nulla, nè salute nè beni, francesco invece lo è xk non ha + nulla, assolutamente nulla.
ECCO LA VERA E PERFETTA LETIZIA DI SAN FRANCESCO
Non giudicate x non essere giudicati
Togli prima la trave dal tuo occhio.Dal vangelo secondo Matteo 7.1-5
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
RIFLESSIONE
L'avvertimento di Gesù è di grande attualità per tutti quelli che hanno accolto il suo messaggio e si sforzano di attuarlo.
C'è sempre la tentazione di guardarsi attorno e stabilire delle differenza che possono ridurre il credente alla condizione di fariseo che presa nel tempio ritto in piedi e guarda con sguardo di compassione il POVERO pubblicano che al fondo si batte il petto: se tutti gli uomini fossero come Noi...la Chiesa può contare su di noi invece gli altri.
Proprio questo dovremmo pesare e su questo dovrebmmo riflettere.
La verità è Cristo e davanti a lui diventa terribilmente difficile nascondere la trave che abbiamo negli occhi.
Non Giudicate x non essere giudicati .
Uno sguardo obiettivo sulla nostra vita basterà e convincerci che abbiamo tanti motivi x Amare -rispettare e giudicare benevolmente i nostri simili.
Prego oggi Gesù affinchè aiuti i fedeli che solo in te pongono la loro fiducia e si sforzano di migliorare il mondo migliorando se stessi
Prego oggi Gesù affinchè ci insegni a vedere il bene e combattere l egoismo e a collaborare con tutti quelli che costruiscono l'unità nella Carità
Prego oggi Gesù affinchè benedice il popolo che annuncia al mondo con fede le meraviglie del tuo Amore e proclama la tua salvezza x tutti.
sabato 23 giugno 2012
nascita san giovanni
Dal Vangelo secondo Luca 1,57-66.80
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
RIFLESSIONE
La nascita dei santi costituisce una gioia per molti xk il santo è un Dono di Dio all'umanità ,è un bene x tutti, inizio di rinnovamento e progresso.
Ogni opera misericordiosa di Dio è tale che arreca gioia non solo a chi la riceve,ma anche a quelli che sanno riconoscerla e sono pronti ad esaltarla.
Il messaggio della Salvezza percorrerà spazi sempre + vasti.
Ha x destinazione il mondo e ha la forza per conquistarlo.
Chi lo accoglie ne diventa banditore.
Ma partecipare agli eventi salvifici e udirne parlare, non basta.
Gli eventi devono essere accolti con il cuore e chi li accoglie deve sintonizzarsi interiormente con essi.
Nel bambino Giovanni si manifestano la potenza e la mano di Dio.
Ci si domanda: xk la potente mano di Dio è con questo bambino?
E xk a lui un nome nuovo che rompe la tradizione di famiglia?
Elisabetta, piena di Spirito Santo, coglie il soffio del nuovo e giudica il modo nuovo.
Lo Spirito percorre nuove strade, che non sempre è facile capire, ma che occorre scoprire e seguire.
san giovanni battista
Di fronte a certo toni e discorsi di Giovanni il Battista, Signore, io riamango sinceramente perplessa.
Mi sembrano esagerati certi suoi atteggiamenti e fatico a considerarlo un modello di vita.
Era proprio necessario affrancarsi dalle abitudini e dalla cultura separarsi dai legami con la propria famiglia e società vivendo come un beduino un pò selvaggio nel deserto?
Era proprio necessario predicare con ruvidezza senza curarsi minimamente dell'opinione dominante della gente e del giudizio dei potenti?
Era necessario ridurre in frantumi ciò che è esteriore, bandire i compromessi e puntare dritti alla radicalità?
Era necessario ,dice il Signore.
Soltanto cosi poteva essere interiormente LIBERO, INDIPENDENTE DAGLI UOMINI MA AL SERVIZIO DI DIO.
Soltanto cosi i suoi ideali di giustizia non potevano essere piegati dalla convenienza personale.
Solo cosi poteva essere testimne della strada verso l'interiorità e la verità svelate da Cristo.
Anche per me, il Signore, ha in mente un cammino che porta all'essenzialit e alla scoperta del proprio Io.
Anche Io dovrò mandare in frantumi tutto ciò che mi è mposto controvoglia e non mi appartiene in profondità.
Anche io dovrò essere Forte come una canna che non si lascia mai spezzare dal vento delle difficoltà.
Questa è la strada per Accogliere Gesù, colui che attraverso la fermezza e dedizione avrebbo riempito di gioia piena ogi vita che sceglieva risoluta la strada dell'amore.....
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