Dal Vangelo secondo Matteo 18,1-5.10.12-14
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?».Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.
Meditazione del giorno San Clemente d'Alessandria : “Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli”.
La Scrittura ci chiama tutti “bambini”; quando ci mettiamo a seguire Cristo, riceviamo il nome di “pic
La Scrittura ci chiama tutti “bambini”; quando ci mettiamo a seguire Cristo, riceviamo il nome di “pic
coli” (Mt 18,3; 19,13; Gv 21,5). Chi è dunque il nostro educatore, pedagogo, per noi, i piccoli? Si chiama Gesù. Si dà lui stesso il nome di pastore; si definisce “il buon pastore” (Gv 10,11). Stabilisce un paragone tra i pastori che guidano le pecore e lui stesso, il maestro che dirige i bambini, il pastore pieno di sollecitudine per i piccoli che, nella loro semplicità, sono paragonati a delle pecore. “E diventeranno – egli dice - un solo gregge e un solo pastore” (Gv 10,16). Il nostro maestro è dunque naturalmente il Verbo, la Parola di Dio, poiché ci conduce verso la salvezza. E' ciò che ha detto chiaramente per bocca del profeta Osea: “Sono il vostro educatore” (5,2 LXX).
Quanto alla sua pedagogia, è la religione: essa ci insegna il servizio di Dio, ci forma alla conoscenza della verità, ci conduce dritto in cielo. Il navigatore dirige la barca con l'intenzione di condurre i passeggeri a buon porto; così, il nostro maestro indica ai figli di Dio il modo di vivere che conduce alla salvezza, in ragione della sollecitudine per noi. Colui che ci conduce dunque, è Dio santo, Gesù, la Parola di Dio, guida dell'intera umanità; Dio stesso ci conduce, nel suo amore per noi. Nell'Esodo, lo Spirito Santo dice di lui: “Egli trovò il suo popolo in terra deserta, in una landa di ululati solitari. Lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio. Come un'aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali. Il Signore lo guidò da solo” (Dt 32,10-12).
Quanto alla sua pedagogia, è la religione: essa ci insegna il servizio di Dio, ci forma alla conoscenza della verità, ci conduce dritto in cielo. Il navigatore dirige la barca con l'intenzione di condurre i passeggeri a buon porto; così, il nostro maestro indica ai figli di Dio il modo di vivere che conduce alla salvezza, in ragione della sollecitudine per noi. Colui che ci conduce dunque, è Dio santo, Gesù, la Parola di Dio, guida dell'intera umanità; Dio stesso ci conduce, nel suo amore per noi. Nell'Esodo, lo Spirito Santo dice di lui: “Egli trovò il suo popolo in terra deserta, in una landa di ululati solitari. Lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio. Come un'aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali. Il Signore lo guidò da solo” (Dt 32,10-12).
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