L'ATTIRERO' A ME , LA CONDURRO' NEL DESERTO E PARLERO' AL SUO CUORE!!!

IMITARE GESù ATTRAVERSO MARIA


IMITARE GESù ATTRAVERSO MARIA

venerdì 18 maggio 2012

ESCLAMAZIONI S.TERESA D'AVILA 1-2

ALCUNE ESCLAMAZIONI DI SANTA TERESA D'AVILA.
Oh, vita, vita mia! Come puoi vivere lontana dalla tua Vita? In così profonda solitudine, di cosa ti occupi? Che fai, visto che tutte le tue opere sono imperfette e difettose? Chi ti consola, anima mia, in questo tempestoso mare? Ho pena di me e ancor più del tempo che son vissuta senza dolermi. Oh, Signore, come sono dolci le vostre vie! Ma chi camminerà senza timore? Temo di non riuscire a servirvi: quando mi dispongo a farlo, non trovo cosa che mi soddisfi per pagarvi almeno un po’ di ciò che vi devo. Mi sembra di volermi consacrare tutta al vostro servizio ma, quando considero attentamente la mia miseria, vedo che non posso far nulla di buono, se voi non me ne date la capacità. Mio Dio, misericordia mia!, che devo fare per non distruggere le grandi cose che compite in me? Le vostre opere sono sante, sono giuste, sono di un valore inestimabile, frutto di una straordinaria sapienza, perché voi, Signore, siete la stessa Sapienza. Se il mio intelletto cerca di contemplarle, se ne lamenta la volontà, che non vorrebbe essere ostacolata nell’amarvi. Perciò l’intelletto, pur in mezzo a così grandi meraviglie, non può giungere a capire chi è il suo Dio, mentre la mia anima desidera godere di voi, ma non vede come possa farlo, chiusa in un carcere così penoso com’è questo suo corpo mortale. Tutto la disturba, anche se all’inizio trovò aiuto nella considerazione  delle vostre grandezze, là dove appaiono meglio le mie innumerevoli miserie.3. Perché ho detto questo, mio Dio? Con chi mi lamento? Chi mi ascolta se non voi, Padre e Creatore mio? Che bisogno ho io di parlare perché voi intendiate la mia pena, se voi siete in me, come tanto chiaramente vedo? Oh, quanto sono sciocca! Ma, ahimè, Dio mio! Come potrò io sapere con sicurezza di non essere lontana da voi? Oh, vita mia, che devi vivere con tanta incertezza in una questione di così capitale importanza! Chi riuscirà a desiderarti, visto che il guadagno che si può trarre o sperare da te, che è di accontentare in tutto Dio, è così incerto e pieno di pericoli?Penso spesso, o mio Signore, che se c’è qualcosa capace di farci sopportare la vita senza di voi, è la solitudine, perché l’anima in essa può riposare con colui ch’è tutto il suo riposo, quantunque, non godendone con piena libertà, molte volte si senta raddoppiare il tormento. Ma di fronte a ciò che le procura il dover trattare con le creature e lasciare di unirsi da sola a solo con il suo Creatore, tale tormento finisce con l’apparire un diletto. È mai possibile, Signor mio, che il riposo stanchi un’anima che aspira solo a contemplarvi? Oh, potente amore di Dio, come son diversi i tuoi effetti da quelli dell’amore del mondo! Questo non vuole compagnia, sembrandogli che gli altri gli rubino il bene che possiede, mentre quello del mio Dio aumenta tanto più quanto più numerosi sono gli amanti; pertanto, se qualcosa
sminuisce la sua gioia è vedere che non tutti godono di un così gran bene. Questo il motivo, o mio Bene, per cui nella gioia e nelle delizie che si gustano n voi, si rattristano al pensiero di coloro che, numerosissimi, rifiutano tali
gioie e di coloro che le perderanno per sempre. L’anima ricorre allora a tutti i mezzi per procurarsi compagnia, e volentieri lascia il suo godimento, quando crede di poter contribuire per ottenere che anche altri ne godano. Ma non sarebbe meglio, Padre mio celeste, rimandare questi desideri a quando l’anima sia meno favorita dei vostri doni, perché si applichi interamente a goderne? Oh, Gesù mio, quanto è immenso l’amore che nutrite per i figli degli uomini, se il miglior servizio che vi si possa rendere è abbandonare voi per amore verso di essi e per il loro profitto! Allora vi si possiede più pienamente. Infatti, anche se la volontà si appaga meno del godimento, l’anima gode di compiacervi e vede che le gioie terrene sono incerte, anche quelle che sembrano concesse da voi, finché viviamo questa vita mortale, se non si accompagnano all’amore del prossimo. Chi non lo ama, non vi ama, mio Signore, poiché tutto il sangue che avete versato ci dimostra l’immenso amore che nutrite per i figli di Adamo.

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