L'ATTIRERO' A ME , LA CONDURRO' NEL DESERTO E PARLERO' AL SUO CUORE!!!

IMITARE GESù ATTRAVERSO MARIA


IMITARE GESù ATTRAVERSO MARIA

martedì 17 aprile 2012

felicita?



ALLA RICERCA DELLA LIBERTA' E FELICITA'

Milioni di volte mi sono sentita condannata all'infelicità. 
Sarebbe stato meno doloroso e molto più facile se la sentenza di condanna fosse davvero giunta dall'alto, senza che potessi oppormi.
Quando afferravo che in qualche modo ero io a condannarmi, allora oltre alla sensazione di vivere per inerzia, provavo una profonda rabbia verso me stessa.
Si insinuava periodicamente il dubbio che fossi io
 a non fare abbastanza.
Ed era lì che mi smarrivo nel vortice delle "reazioni a catena".
Ed è lì che ancora, ogni tanto, mi smarrisco.
Poi, ogni tanto, arrivano dei momenti di gioia inattessi.
Quella gioia naturale e quasi infantile del sole quando arriva inaspettato, quella della giornata libera in cui assapori la semplicità di ritrovare te stesso, grazie ad un semplice ma sincero abbraccio o sorriso di una persona importante ...
La gioia di una notizia inaspettata o di un regalino minuscolo di una persona che non senti da qualche tempo :) no matteo e marco?
La gioia di due pagine del tuo romanzo preferito, a letto, prima di prendere sonno.
E ti accorgi che anche la gioia, la felicità, la serenità sono sensazioni fisiche.
E ti rendi conto che del corpo che hai non puoi sbarazzarti.
E' quel desiderio che ti condanna all'infelicità.
Perchè quel corpo che odi a dismisura è l'unico tramite che hai per interagire col mondo.
Tutto passa attraverso quello troppe volte ci sembra un sacco pesante, trascinato a fatica, con peso, assottigliato per fare bella figura alla fiera della vanità.
Ma se sapessimo che durante il tragitto per la fiera quel sacco si è impregnato di esperienze, ha attraversato strade, sentieri, ha superato i sassi appuntiti disseminati lungo il cammino, allora arrivati alle porte della "fiera", decideremmo di aprirlo, di guardarci dentro.
Lo guarderemmo anche dall'esterno per vedere se ha subito danni durante il faticoso trasporto.
E insieme a qualche cedimento del tessuto, a qualche buco, insieme a qualche segno di usura, troveremmo qualche fiorellino rimasto impigliato nelle trame del tessuto.
E noteremmo che il sacco rischia di rompersi, che noi rischiamo di perderne il contenuto.
E se il contenuto è davvero così prezioso, decideremmo di tornare indietro. Di mettere una toppa, di dare una sistemata.
E poi decideremmo,forse,di cambiare fiera.
A ovest c'è quella della normalità.

 A est quella della realtà. 
E lì ognuno racconta la propria piccola storia, aprendo questi enormi sacchi di tessuto pesante...
E' uno spettacolo eccezionale vedere quante cose fantastiche si celano dentro questi sacchi di canapa, così uguali eppure così diversi.
Tutti slegano il laccio che tiene chiuso il sacco e piano piano,nel silenzio pieno di curiosità e stupore, vengono fuori delle piccole lanterne cinesi che prendono lentamente il volo, mentre si urtano leggermente, si fanno strada, si fanno spazio e mentre si allontanano acquistano più bellezza. 

Forse addirittura mistero.
Sospese nel cielo, prendono quota lentamente. 

E tutti con gli occhi in alto, a guardare il cielo sopra la testa. 
E tutti a sorridere in silenzio.
Per poi riprendersi gelosamente il proprio sacco e tornare a casa. Alleggeriti.

Diversi.
Forse addirittura cambiati.
un grazie alle persone speciali che anche se ci vediamo poco, quando ci vediamo mi fanno cambiare umore, mi fanno ridere, mi fanno stare bene grazie matteo,marco, Rita Spadaro Maria Guaiana Vincenza Marino Fabio Figuccio Silvia Ribaudo Silvia Fattizzo vvb

Nessun commento:

Posta un commento